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Carissimo amico, in occasione del 44º anniversario delle apparizioni della Regina della Pace a Medjugorje, i giovani dell’associazione Effatà hanno vissuto un pellegrinaggio intenso e profondamente trasformante, che si è intrecciato con l’esperienza del convoglio umanitario presso Srebrenica.

Il viaggio si è aperto tra paesaggi bellissimi e selvaggi, che diventavano sempre più montani e alti man mano che ci avvicinavamo alla meta. Il silenzio dei monti e la natura incontaminata ci hanno predisposto all’ascolto e all’interiorità, preparando il cuore a ciò che avremmo visto e vissuto.

Arrivati a Srebrenica dopo oltre 5 ore di viaggio, siamo stati accolti dalla nostra guida locale, che ci ha condotto nel Polo scolastico con le case colorate di accoglienza studenti, dove abbiamo consegnato i viveri per contribuire alla frequenza regolare degli studi a tutti quei bambini che, vivendo a diverse ore dalla scuola, non avrebbero possibilità di frequentarla se non fosse data loro la possibilità di pernotto e vitto settimanale a costo zero.

La guida ci ha poi mostrato un bellissimo centro anziani (già centro per ragazze madri post guerra, aiutate e sostenute con i loro bambini) e raccontato con rispetto e dolore l’immenso eccidio che ha segnato queste terre: il genocidio di Srebrenica del luglio 1995, di cui quest’anno ricorreva l’anniversario proprio pochi giorni dopo il nostro arrivo: l’11 luglio. Abbiamo condiviso un momento di fraternità durante il pranzo, per poi essere accompagnati a visitare il Memoriale di Potočari e il museo.

Il museo, ricavato nell’antica base militare NATO olandese (che prima era una fabbrica) custodisce fotografie, video, oggetti personali ritrovati nelle fosse comuni, restituendo voce alle migliaia di vite spezzate. I giovani hanno assistito a video crudi e reali, in cui le esecuzioni sommarie e le immagini delle fosse comuni hanno lasciato un segno profondo nei loro cuori. Le testimonianze dei sopravvissuti, il racconto delle menzogne di Milosevic e Karadzic, che attirarono i bosniaci promettendo salvezza per poi condurli a una morte certa, hanno rivelato tutta la ferocia della pulizia etnica e dell’odio tra popoli. Il momento più toccante è stato al cimitero delle 8.000 lapidi bianche, dove il silenzio pesava più di ogni parola. Ogni nome inciso su quelle pietre parlava di una vita interrotta, di un figlio, un padre, un fratello strappato con violenza, lasciandoci con una profonda amarezza e consapevolezza di come il male possa insinuarsi nella storia e ripresentarsi ancora oggi sotto diverse forme. I giovani hanno espresso sgomento e commozione, notando come le divisioni e le guerre tra popoli siano alimentate da interessi politici, ricordando come anche i trattati successivi al conflitto, con i confini e persino la bandiera della Bosnia Erzegovina imposta a tavolino, abbiano lasciato ferite aperte tra le comunità. In questo pellegrinaggio, la preghiera davanti alla Regina della Pace a Medjugorje si è caricata di un significato nuovo e più profondo. Davanti a Maria, abbiamo portato le storie ascoltate a Srebrenica, le immagini viste, i volti delle madri e delle vedove, chiedendo il dono della pace vera, che parte dai cuori e abbraccia i popoli soprattutto in questi giorni dove ritroviamo quei volti e segni di disperazione nelle immagini dell’Ucraina martoriata o della Palestina…

Il convoglio umanitario effettuato da Effatà insieme ai giovani ha assunto così una luce diversa: non un semplice gesto di carità, ma un atto di riparazione e fraternità concreta in una terra segnata dal dolore, con la consapevolezza che ogni piccolo gesto, se fatto con amore, contribuisce a ricucire le ferite della storia. Ringraziamo Maria, Regina della Pace, per averci chiamati in questo anniversario e averci fatto toccare con mano che la pace non è solo un messaggio da accogliere, ma una strada da percorrere, anche passando attraverso la memoria, la verità e la compassione verso chi soffre ancora le conseguenze dell’odio.

Con affetto e gratitudine, Associazione Effatà